
LAMEZIA TERME (CZ) - "Abbiamo letto con grande interesse nei giorni scorsi le dichiarazioni dell’assessore Tallini sul bilancio dei primi quattro mesi della giunta Scopelliti. E’ ovviamente presto per tracciare giudizi sull’operato della nuova amministrazione regionale, ma una cosa ci ha colpiti in particolare ed è stato il passaggio relativo alla “meritocrazia mortificata” ed al “personale regionale demotivato, schiacciato dalle logiche della politica, senza nemmeno un programma serio di qualificazione”. Questo passaggio ci ha colpiti perché è esattamente quello che la delegazione di USB-RdB P.I. ha provato a dire direttamente a Tallini, in un incontro svoltosi ad aprile, al termine del quale l’assessore aveva assunto degli impegni nei confronti dei lavoratori ex Lsu/Lpu, i quali, pur laureati e diplomati, dopo anni ed anni di precariato dove erano inquadrati nelle qualifiche C e D, sono stati stabilizzati a sole 24 ore lavorative, con la qualifica di B1, quella più bassa, e accentrati tutti nelle sede di Catanzaro. All’Assessore avevamo chiesto che venissero sfruttate le capacità dimostrate negli anni da questi colleghi e messe in discussione non solo dall’inquadramento iniziale, ma anche dal Governo centrale con l’impugnativa fatta dal ministro Fitto alla delibera della precedente Giunta regionale che, nello scorso febbraio, aveva finalmente portato a 36 ore settimanali il contratto, che aveva decentrato i lavoratori negli uffici periferici dove serviva e che aveva aperto loro la possibilità di una riqualificazione. Analoghe richieste sono state successivamente ribadite in vari incontri sia con l’Assessore Stillitani, che con tanti Capi Dipartimento della Regione Calabria. Bene malgrado le rassicurazioni, a tutt’oggi non ci risulta che la Regione Calabria abbia presentato alcun ricorso contro quella impugnativa, per cui i lavoratori rischiano concretamente di “precarizzarsi” nuovamente lavorando solo 24 ore. Così si vogliono difendere i lavoratori e i principi di meritocrazia proclamati ai quattro venti? La cosa che lascia quanto meno perplessi, è il fatto che parlando di meritocrazia, nel suo comunicato l’assessore Tallini si riferisca esclusivamente agli ormai famosi “cento giovani laureati” verso i quali c’è un impegno assoluto per arrivare rapidamente alla loro stabilizzazione, dimenticando che più di qualcuno li definisce i “cento giovani raccomandati”, visto che al termine del loro rapporto di lavoro a tempo determinato della durata di tre anni, dopo essere tornati a casa, sono stati richiamati per firmare un nuovo contratto, questa volta a tempo indeterminato e senza alcun concorso Perché ci si preoccupa così tanto dei 100 laureati e ci si dimentica dei molti giovani, anch’essi laureati e diplomati, che nella regione Calabria sono costretti a lavori umilianti per la preparazione e la capacita professionale dimostrata in tanti anni di lavoro, e che continuano ad essere considerati lavoratori di serie B?".