
REGGIO CALABRIA – Sarà presentato mercoledì 2 dicembre a Reggio Calabria, alle ore 17, nel salone della Provincia, il libro-reportage di Enrico Fierro e Laura Aprati "Malitalia - Storia di mafiosi, eroi e cacciatori" (Rubbettino Editore). Si tratta di un libro e di un documentario per andare oltre le apparenze e per chi non si lascia travolgere dalla retorica e dagli stereotipi. La mafia non è più quella delle coppole e delle lupare ed è passata per le stragi del 1992, le trattative più o meno occulte con lo Stato, la gestione di patrimoni finanziari talmente grandi da ridicolizzare un bilancio statale. La criminalità organizzata spara sempre meno e fa sempre più affari. Un viaggio che racconta l'attentato del 1992, a Mazara del Vallo, ad un uomo dello Stato, scampato, con lucidità e freddezza, ai suoi assassini. Un viaggio che parte dalla Sicilia della "borghesia mafiosa" con la voce di un dichiarante di giustizia che dice "qui gli imprenditori prima si associano alla mafia e poi a Confindustria". Sono storie di viltà e di coraggio. Storie di uomini che fuggono dalla legge e di "cacciatori" sulle loro tracce. Latitanti che vivono come topi nei bunker della Calabria o nei paesini della Sicilia Occidentale. Giovani poliziotti e carabinieri che, per inseguirli, hanno rinunciato ad una vita "normale". A Casal di Principe, San Luca, Trapani sono loro i corpi estranei, gli infiltrati. Senza gli onori della cronaca o i riflettori mediatici che ne esaltino le gesta o le parole. Sono le storie di giornalisti di Germania, Olanda, Croazia che fotografano le "mafie" con l'occhio di chi le vede arrivare nei propri paesi che pensavano immuni da questo "cancro". Il percorso della "palma" di Leonardo Sciascia si è compiuto: è arrivata al Nord e si è acclimata con grande facilità . Il dvd allegato al volume è “un viaggio segnato dalle voci di don Luigi Ciotti e Dacia Maraini e dalla fotografia delle storie e delle vicende così come sono con le voci, i colori, i gesti della quotidianità di una guerra invisibile tra gli onesti e i collusi e compiacenti perché "non è importante solo il pesce ma anche il bacino d'acqua che lo alimenta”.