Archi, Gallico, Catona.
In comune un destino tragico: essere periferia della CITTAMETROPOLITANATURISTICA.
Sono i luoghi dell’abbandono, quelli che al Tg nazionale o regionale non arrivano, sono i luoghi dove la cittadinanza si “arrangia” alla meno peggio, in attesa che qualcuno arrivi a dare un aiuto. Quel qualcuno sono le istituzioni, i mezzi tecnici del Comune e delle sue partecipate. Le domande che spontaneamente gli abitanti delle zone più colpite dalle violente piogge di venerdì scorso si pongono sono le stesse: perchè non è arrivato nessuno?
Gli interrogativi dovrebbero essere ulteriori, ovvero, quanti mezzi dispone il Comune – direttamente o attraverso le società partecipate – per sgomberare le strade dal fango in situazioni di emergenza? come sono stati impegnati? con quali tempistiche?
Fa specie constatare che, sabato alle ore 18,30, in località Salice – poco a nord di Catona – rappresentanti istituzionali del territorio, alle domande semplici che un cronista dovrebbe fare, rispondano “adesso non abbiamo tempo, ci lasci lavorare” (!). Ore 18,30, di noti che gli abitanti delle zone più gravemente colpite, a quell’ora avevano già impegnato le proprie braccia, attrezzi, mezzi per liberare le strade antistanti le abitazioni, le auto sommerse: tutto da soli. Magari, avrebbero dovuto attendere che circoscrizioni e mezzi comunali entrassero all’opera…
Ha radici profonde e numerose la causa dei danni che hanno messo in ginocchio la CITTAMETROPOLITANATURISTICA. Assoluta assenza di manutenzione stradale, della rete fognaria e idrica, abusivismo, letti dei torrenti usati come discariche: colpe che appartengono alla classe dirigente locale e, anche, ai cittadini. Non tutti, ovviamente, ma è innegabile che siano in tanti a liberarsi del proprio scaldabagno gettandolo in qualche “fiumara” piuttosto che nelle sedi di raccolta opportune.
Tra le risposte, sempre istituzionali – quindi perle di verità calate da soggetti che si sentono investiti di chissà quale autorità o potere, in ragione di quella loro “elezione” a guardiano di quartiere – questa è la più barocca: “è un evento straordinario, cosa potevamo fare?”.
Un artista circense non avrebbe saputo fare un carpiato migliore per nascondere le responsabilità di ognuno, a più livelli. L’ingegneria, poi…
Straordinarie menti che farebbero impallidire Leonardo da Vinci, quelle che progettano ponti su torrenti-fiumi di detriti. La palma di Archimede dei giorni nostri va a quel tale progettista che ha pensato bene ad un ponte di 1,7-1,8 metri per superare un torrente che solo a guardarlo minacciava fiumi di scaldabagni e carcasse di ogni genere al primo acquazzone autunnale.
Ecco, evitando di andare oltre, visto che molti video e foto documentano al meglio la situazione di questi giorni, ciascuno si ricordi bene quando è in cabina elettorale, i personaggi e le azioni (non fatte) in un decennio di amministrazione.
Poi, tranquilli, REGGIOCITTAMETROPOLITANATURISTICA ovviamente è là, col suo divertimento. Auguri!
Fabiano Polimeni
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Tag: abusivismo, alluvione, disagi, resoconto, salice, soccorsi

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