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Reggio, crisi a palazzo San Giorgio: nuova lettera aperta del dimissionario sindaco f.f. Giuseppe Raffa: “Sono pronto a ritirare le dimissioni e fare un passo indietro, ma …”

ReggioCalabria News - Cultura Reggio Calabria
Scritto da Peppe Caridi   
Venerdì 06 Agosto 2010 22:33
di Giuseppe Raffa * – Ho inteso interrompere il silenzio che mi ero imposto a seguito dell’incontro avuto con il Coordinatore nazionale del Pdl, on. Denis Verdini. Lo faccio poiché, da più parti, sugli organi di informazione, si offre una versione difforme della realtà. Non si dice tutta la verità. O meglio, viene stravolta e [...]



raffagiuseppedi Giuseppe Raffa * – Ho inteso interrompere il silenzio che mi ero imposto a seguito dell’incontro avuto con il Coordinatore nazionale del Pdl, on. Denis Verdini. Lo faccio poiché, da più parti, sugli organi di informazione, si offre una versione difforme della realtà. Non si dice tutta la verità.

O meglio, viene stravolta e raccontata a proprio uso e consumo. Peraltro non lesinandomi “altisonanti” offese personali che mi hanno profondamente ferito.

Prima di tutto, sento il dovere di ringraziare l’on. Denis Verdini per l’equilibrio e la disponibilità dimostrata e, soprattutto, per l’attenzione riservata alla nostra Città. Quanto all’esito dell’incontro capitolino con il Coordinatore nazionale del mio partito,  la verità è che ho avuto modo di illustrare la mia versione dei fatti, ancorché sulla vicenda lo stesso Verdini era stato già “bene informato” dal coordinamento regionale.  Ascoltando anche me, ha così avuto modo di farsi una sua personale opinione. Opinione che, in mia presenza, l’ha sintetizzata in un metodo in grado di risolvere l’attuale crisi politica in atto al Comune di Reggio Calabria. La soluzione suggerita dall’on. Verdini consiste, infatti, nella sottoscrizione da parte di almeno ventuno consiglieri comunali di un documento ufficiale, a me indirizzato, da depositare presso la Segreteria generale, dal quale si evinca, in modo chiaro ed inequivocabile, piena fiducia e assoluto riconoscimento al sottoscritto dei pieni poteri e dell’autonomia che la legge conferisce al ruolo di Sindaco, sia pur facente funzioni e sia pur nel solco della continuità. E sempre secondo il ragionevole metodo suggerito proprio dalla massima autorità del partito, prima del ritiro delle mie dimissioni si dovrà procedere all’immediato azzeramento della Giunta municipale attualmente in carica, cui dovrà seguire la contestuale ricomposizione della stessa. Il criterio proposto dall’on. Verdini è quello di una mediazione condivisa tra il sottoscritto e il coordinamento regionale del partito al fine di individuare dei nuovi assessori di cui possa fidarmi senza alcun indugio e che sposino davvero il percorso politico a me affidato per traghettare il centrodestra che oggi guida la Città fino a nuove elezioni.
Per il bene di Reggio, ritengo sia doveroso dare assoluta fiducia e dichiararmi unicamente disponibile a perseguire la via della soluzione politica tracciata dal Coordinamento nazionale. Si tratta dell’unico percorso possibile per il futuro della nostra comunità.
In linea con quanto condiviso dall’on. Denis Verdini e prima di un eventuale ritiro delle mie dimissioni aspetto che, davvero, prevalga il buon senso anche negli altri e che si ponga la parola fine alle prepotenze ed alle prevaricazioni.
Desidero ringraziare migliaia di semplici cittadini, associazioni ed istituzioni che continuano ad esprimermi solidarietà e condivisione. Lo fanno in via del tutto personale e diretta, facendomi  capire che si tratta di pensieri sinceri e non destinati “strumentalmente” ai mass media.
Avverto la presenza di tanta gente comune che, evidentemente, ha capito il mio gesto ed il senso del mio impegno in politica al servizio degli altri.
L’ufficio del Sindaco è stato sin da subito aperto a tutti e lo è ancora oggi. Ciò anche in ragione di un preciso impegno assunto in Consiglio all’atto del mio insediamento.
Sin dal primo giorno mi sono ritrovato spesso da solo ad affrontare quotidianamente mille problemi che purtroppo attanagliano la Città ed i reggini più bisognosi: dalla vertenza degli operai impegnati nella costruzione del palazzo di Giustizia (in attesa da mesi delle spettanze loro dovute) alla perdita di occupazione degli operatori della Cooperativa Rom 1995 (prima impiegati  del Comune nella raccolta dei rifiuti ingombranti dal) fino alla necessità di garantire ascolto e ricercare soluzioni adeguate alle esigenze delle tante persone in cerca di una casa, di un lavoro. In questo mio impegno ho scoperto un atteggiamento scarsamente collaborativo e, in alcuni casi, addirittura inspiegabilmente inoperoso da parte di alcuni assessori e di qualche dirigente .
Ad un certo punto, “misteriosamente” (il virgolettato è d’obbligo, non me ne vorrete…) hanno volontariamente fatto andare deserta la seduta di Giunta per ben tre volte e, quindi, il documento recante in calce trenta nomi tra assessori e consiglieri di maggioranza. Un documento fatto in un bar e dato direttamente alla stampa: mai depositato presso la Segreteria generale o presso i miei uffici con delle vere firme da parte dei sottoscrittori, né tantomeno notificato ufficialmente al partito. Cos’altro potevo fare se non dimettermi? In democrazia governa la maggioranza. Sono stato sostanzialmente sfiduciato. Le dimissioni, seppur sofferte, erano ormai una scelta obbligata.
È giusto, infatti, che sappiate che tutti gli assessori presenti in occasione dell’ultima Giunta -  convocata a mezzo notifica con i vigili urbani per costringerli a partecipare ai lavori – hanno avuto modo di esprimere le loro “perplessità” e di confrontarsi senza filtri con il diretto interessato. Non mi sono sottratto all’incontro ed al relativo confronto. Dunque che motivo c’era di sottoscrivere un ulteriore documento? Si è trattato di una scelta che gli assessori hanno fatto con scienza e coscienza e sapevano le gravi conseguenze per la Città, oppure no?
Se è così, allora in quel caso hanno appalesato nei fatti un “preoccupante” appiattimento assoluto verso il volere di altri soggetti politici che continuano a tirare le fila al di fuori di Palazzo San Giorgio. Questo è il mio convincimento, che non posso e non voglio dimenticare. Nei loro confronti è venuta meno in me ogni fiducia. Fermo restando l’impegno da me profuso in questo periodo, avverto come unico fine il supremo interesse di una Città che guarda alla politica sempre più disincantata.

Dr. Giuseppe Raffa
Sindaco f.f. di Reggio calabria



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