La costa orientale sarda, nella provincia di Nuoro, è un susseguirsi di splendide località e calette di rara bellezza. Ho già accennato al Golfo di Orosei, ma a nord di questo il litorale non è da meno anche se è possibile visitarlo senza bisogno di una gita in barca; alcune zone sono effettivamente molto turistiche diverse altre, invece, grazie alla loro bellezza naturalistica riescono a far passare la presenza turistica in secondo piano. La Caletta, per esempio, sulla costa qualche km più a sud di Posada, è una località turistica tipicissima. Alti e biondi visitatori affollano le strade ricche di negozi e bancomat molto simili tra loro, mentre Cala Liberotto (il punto più ad est di tutta l’isola) conserva una serie di calette molto belle e pulite con l’unica pecca che le pinete che le sovrastano sono ricche di cemento armato, soprattutto in stile villeggiatura a due passi dall’acqua. Il mare e le spiagge non ne risentono, ma il panorama generale è inevitabilmente deturpato anche se le villette sono seminascoste dalla vegetazione.
Un po’ più a nord in direzione Olbia si trovano le località di Berchida e Posada. Proprio in un campeggio di quest’ultima abbiamo istallato il nostro campo base a pochissimi metri dalla spiaggia (5 bandiere blu) circondata da dune protette, dotata di 2 bagni chimici e un piccolo chioschetto, bagnino e raggiungibile dal paese attraverso una pista ciclabile, paese che è posizionato “a fascia” su una piccola altura a pochi km dal mare. Particolarmente carino, il centro abitato si inserpica su una piccola collina ha nella sua cima delle rovine di un castello dal quale è possibile godere di magnifiche vedute e vicino al quale si trova uno dei pochissimi ristorantini del paese dove si mangiano veramente deliziose pietanze a base di pesce. La località è meta di numerosi abitanti di tutta la provincia di Nuoro anche e soprattutto per i prezzi contenuti di tutti i servizi e il buon collegamento stradale con il capoluogo e diversi paesi dell’entroterra.
Un po’ di km più a nord inizia la provincia di Olbia e i prezzi schizzano verso l’alto data la frequentazione di turisti molto facoltosi e altolocati, di quelli che frequentano soprattutti i privè. Molto privè sono anche le strutture d’accoglienza più basilari, basti pensare che nella ricerca del campeggio dove trovare ristoro e riparo per gli ultimi giorni di vacanza sarda lo sconfinamento nella provincia di Olbia sarebbe costato il triplo rispetto al campeggio trovato a Posada.
Inoltre, Posada sorge a pochissimi km da spendide località marine come Berchida e, subito verso sud, l’Oasi di Bidderosa ad ingresso limitato.
Berchida è raggiungibile senza troppi problemi in automobile. Gli ampi parcheggi a pagamento in pineta sono sempre disponibili e consentono di giungere a poche centinaia di metri dalla battigia. Le spiagge di questa zona sono caratterizzati dalla fine sabbia chiara circondata dalla macchia mediterranea. Questi elementi naturali concedono all’acqua dal fondale basso dei colori splendidi! La località si trova a ridosso dell’omonimo corso d’acqua dolce che prima di incontrare la spiaggia e il mare forma un piccolo specchio di acqua dolce frequentato da decine di specie diverse di uccelli migratori che offrono uno spettacolo naturale davvero suggestivo.
Inoltre, e non è da poco, a Berchida è possibile fare conoscenza con una categoria di lavoratori unica. Non i soliti venditori da spiaggia, quelli che una volta chiamavamo i vucumprà , ma ben altro. Venditori diretti di pecorino di Buddusò appostati nel parcheggio forniscono un servizio ad ombrellonem ed offrono assaggi estratti direttamente dalle forme di loro produzione stipate dentro il loro furgoncino. Il sapore è ottimo ma il caldo torrido ci impedisce di fermarci ad acquistarne anche solo un pezzetto. C’è da dire che il servizio dei produttori di pecorino della zona non è solo ad ombrellonem ma anche a domicilio, dato che questi si aggirano anche per i campeggi della zona offrendo stagionate forme di pecorino e latticinosi assaggi.
Come detto, dalle splendide spiagge di Berchida è possibile raggiungere l’oasi naturalistica di Bidderosa. Arrivarci in automobile non è facile in quanto l’ingresso alle auto è limitato per un numero ristretto di posti ed è necessario prenotare anche diversi giorni prima. E’ comunque possibile raggiungere le quattro spiaggette che formano l’Oasi di Bidderosa attraverso la spiaggia. E così abbiamo fatto.
Lo spettacolo naturale è davvero impressionante, l’acqua che varia i suoi colori dall’azzurro al turchese si incontra con una sabbia finissima. Le quattro calette sono divise l’una dall’altra da protuberanze di rocce e scogli a pelo d’acqua che contribuiscono a creare un gioco di colori unico. Purtroppo non ho potuto scattare foto a questa splendida oasi ma le sue immagini rimarranno impresse nella mia mente come uno dei più bei posti di mare che abbia mai visto.
Il consiglio più spassionato che posso darvi è di andarla a visitare per vedere con i vostri occhi!
Dopo due giorni di splendido mare, giungere di nuovo in una città mette un magone notevole. Soprattutto se il pensiero è quello della ripartenza, del ritorno sulla terraferma. Viaggiare è una scoperta continua e pensare che sia tutto finito (anche se solo per questa volta) non è il massimo della vita ma d’altronde ci sono altri mondi da esplorare e altri luoghi in cui consolidare le proprie esperienze.
La bella compagnia sicuramente non si perderĂ e nuovi orizzonti da oltrepassare ci aspettano.
Nel frattempo l’approccio con la località d’arrivo della Costa Smeralda è di un certo livello. L’automobile va consegnata all’aeroporto e, lordia a parte, la speranza concreta è che i tipi del noleggio non si accorgano di quei 2-3 graffietti lasciati vicino alle ruote posteriori o di quei pochi colpicini dati al paraurti anteriore: ricordi indelebili di critici parcheggi ad Arbus o di semi-rally affrontati per raggiungere le spiagge attraverso le “strade ecologiche”, per non parlare del doppio guado del fiume vicino Piscinas…
Superata indenne la prova e verificato che fuori dall’aeroporto è pieno di macchinoni in attesa di chissà quale personaggio, ci si dirige ognuno per la sua strada. La mia sarà quella dell’attesa snervante di una nave traghetto che mi porterà fino a Civitavecchia. Ma prima ancora l’attesa snervante è quella dei bus urbani che mi porteranno al porto di Olbia.
51 euro posto ponte su una nave della Tirrenia non è proprio un prezzo da poco per organizzarsi la dormita con il sacco a pelo nascosto per terra dietro gli schienali di una fila di poltrone anche se, devo dirlo, la sistemazione l’ho trovata parecchio comoda pontificandola con una clamorosa dormita!
Olbia praticamente l’ho vista col binocolo, ma pare che non sia granchè. Quello che posso dire è che il suo porto è immenso e che la stazione dei traghetti non è molto diversa da una stazione qualunque: piena di disadattati, viaggiatori della domenica e viaggiatori finti-vip si trovano tutti insieme assiepati nervosamente in attesa che il proprio viaggio o la propria vacanza cominci o finisca…
Alessio Neri
Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza “scientifica”.
Il reportage:
- Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”
- Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale
- A spasso per il Campidano
- L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti
- I tesori del Sinis
- Panoramicamente verso nord
- Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo
- Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada
- I muri, veri banditi a Orgosolo
- Il mare dell’est
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso
- Conclusioni
Fonti:
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008
- The Rough Guide, Sardegna
- Brochure e depliant delle varie localitĂ


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