Il Golfo di Orosei è una delle località più belle e famose dell’isola e si trova a metà della costa orientale sarda.
In quest’area la terra e il mare si incontrano formando km e km di coste frastagliate ricche di grotte e piccole calette che è possibile raggiungere dalla terraferma dopo ore di trekking oppure via mare. Dalle località de La Caletta e da Cala Gonone (più vicina) è possibile visitare tutto il golfo attraverso minitour in barca con diversi percorsi. E’ anche possibile affittare gommoni per chi non possiede la patente nautica a prezzi non esorbitanti.
Per noi la comodità ha vinto sull’avventura nella scelta del mezzo di locomozione per cui ci imbarchiamo su una grande barca che ospita decine di altri curiosi turisti.
Il percorso scelto prevede:
-         Le Grotte del Bue Marino. Due grotte scavate dall’acqua profonde circa 9 km in cui un fiume sotterraneo si incontra con l’acqua marina in uno spettacolo unico. Visitabile a piedi per circa 2 km ma se ci organizza per tempo con le guide con torcia ed elmetto è possibile andare anche più in profondità . Stalattiti e stalagmiti ornano il percorso pedonale all’interno della roccia nella quale l’acqua è incredibilmente limpida e pulita. Le grotte prendono questo nome dal nome sardo delle Foche Monache che hanno popolato questi luoghi fino agli anni ’80 prima di estinguersi quasi del tutto (si contano tra i 300 e i 400 esemplari rimasti nel Mediterraneo). Lo spettacolo offerto dalla natura in questo luogo così nascosto è assolutamente unico.
-         Cala Goloritzè. Si trova all’estremo sud del Golfo di Orosei ed è un’oasi marina protetta praticamente impossibile da avvicinare con barche di medio-grossa grandezza ma è comunque possibile ammirare dal largo lo spettacolo dei colori puri formati dall’acqua limpida che si incontra con fondali di sabbia e roccia molto chiara dalla quale si stagliano delle rocce come enormi guglie a picco sul mare. Vista da lontano la guglia principale dà la stessa impressione della più bella cattedrale di tipo gotico, la macchia mediterranea che la circonda fa il resto offrendo una gamma di verdi che stupendamente legano con l’azzurro e il blu del mare.
-         Spiaggia dei Gabbiani e Cala Mariolu. Calette splendide di sabbia fine e ciottoli, ai piedi di alti massicci di roccia sovrastata da macchia mediterranea. Qui i turisti inondano le spiagge con la loro presenza sbarcando dalle decine di barche turistiche che percorrono tutto il golfo. I colori sono splendidi e alcuni scogli offrono veramente dei tuffi notevoli. Ma attenzione, quando vi tuffate, nel vostro immergervi dentro l’acqua potrete trovarvi proprio sopra un gruppo di studenti dei numerosi corsi per sub che si fanno nella zona.
-         Cala Luna. E’ la piĂą vasta spiaggia che il nostro tour ci consente di visitare. Al contrario delle altre è possibile addentrarsi un po’ anche nell’entroterra in quanto sorge sulla foce di un vecchio fiume ormai percorso dall’acqua solo nei meandri della terra e di cui si nota la presenza grazie ad un piccolo laghetto formatosi a ridosso della spiaggia. Questo contribuisce ad accentuare l’unicitĂ di questa caletta rispetto alle altre. Proprio oltre lo stagno è possibile trovare ristoro presso un bar mentre la battigia è caratterizzata anche dalla presenza di diverse grotte (profonde dai 30 ai 60 metri) tranquillamente visitabili e al cui ingresso potrete trovare gente che scende e che sale – arrampicando una parete di roccia di svariate decine di metri – circondati per metĂ dal mare azzurro e per l’altra metĂ dal verde della macchia mediterranea.
Alessio Neri
Ringrazio Giusi per la splendida compagnia, per le guide e la consulenza “scientifica”.
Grazie anche Piera per la prudente compagnia.
Il reportage:
- Sardegna on the road: “le Maldive non mi vedranno mai”
- Cagliari, parentesi urbana di un’isola rurale
- A spasso per il Campidano
- L’approccio con la costa occidentale e i tre deserti
- I tesori del Sinis
- Panoramicamente verso nord
- Barbagia extremis: Nuoro, il capoluogo
- Barbagia extremis: Bitti e Mamoiada
- I muri, veri banditi a Orgosolo
- Il mare dell’est
- Da Posada ad Olbia ultimi scampoli di paradiso
- Conclusioni
Fonti:
- Michela Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008
- The Rough Guide, Sardegna
- Brochure e depliant delle varie localitĂ

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