
Gli "Scialaruga" attingono a sonorità e ritmiche che indicando il passato suggeriscono il futuro, si fanno ispirare dai dialetti, dall'apporto dal "basso", ma non strumentalizzano la musica popolare anzi, ne riconoscono l'autonomia e l'irripetibilità , riscattandola dall'isolamento settoriale e proiettandola su una scena d'ampiezza cosmopolita. Il tentativo è quello di invalidare l'eterno problema della separazione tra musica popolare e musica moderna, ricercando invece una sintesi a più viste, senza soffermarsi sulla questione se sia la musica popolare a influenzare la musica moderna o viceversa. ScialaRuga è un progetto aperto di Fabio Macagnino che ruota intorno ad una idea di collaborazione tra diversi musicisti. In questo momento collaborano al progetto Vincenzo Oppedisano (Gioiosa Jonica), Martin Abel Cagnotti (Buenos Aires), Miguel Assis (Sao Paulo, Brasile) Lucio Ferreira Israel (Sao Paulo, Brasile). ScialaRuga è l'unione di due parole: Sciala e Ruga. Il nome fa riferimento alla strada (Ruga), perchè alla band piace immaginare di suonare in luoghi dove si riesce a creare un atmosfera di convivialità (sciala) e sogni ad occhi aperti. La strada, le piccole "rughe" rimandano ad una dimensione di "vicinanza" tra i musicisti e l'ascoltatore, per cui anche quando si suona sui palchi, il gruppo fa il possibile per mantenere il tutto a "livello della strada". Le canzoni sono scritte in calabrese ma quello che interessa alla band è il puro suono emesso dalla lingua dalla quale cercano di distillare sonorità a volte "malinconiche" e per certi versi "liriche", alla ricerca di quei "pass-partout" che fanno riferimento ad un "paesaggio sonoro" riconoscibile a livello internazionale quindi lontani da localismi regionalisti e derive neo-etniciste.