Giorni fa, a Palazzo Chigi, il Presidente della FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue), Aldo Ozino Caligaris insieme ai rappresentanti di Avis, Fratres e Croce Rossa Italiana, hanno presentato l’iniziativa della Settimana della donazione del sangue, che si terrà in tutte le città italiane, tra cui Reggio Calabria, dal 14 al 20 Marzo. Durante la conferenza, hanno spiegato che attualmente, nonostante le donazioni del sangue stiano aumentando, aumentano ancor di più i consumi, tanto che tra qualche anno l’Italia potrebbe non riuscire a sopperire al proprio fabbisogno. Lo scopo principale dell’iniziativa, asserisce Caligaris, è proprio quello di segnalare questo rischio e cercare di “stabilizzare” i donatori occasionali (coloro che donano sangue per i propri familiari o in occasioni particolari) che oggi rappresentano il 15% del totale (circa 1,7 milioni).
Tutt’oggi, i donatori costituiscono appena il 5% della popolazione che potenzialmente potrebbe donare, ossia individui sani tra i 18 e i 65 anni. La media nazionale è di 43 donazioni ogni mille abitanti, con il Nord che spesso doppia il Mezzogiorno. Basti pensare che regioni, come il Friuli Venezia Giulia, coprono donazioni per 50-55 unità ogni mille abitanti, al sud invece, come Calabria o Campania, la raccolta è ancora insufficiente, abbiamo una copertura di solo 25 donazioni per mille abitanti, tanto che il fabbisogno viene soddisfatto con trasferimenti dalle regioni del nord. Mentre altre regioni sono totalmente autosufficienti, come l’Emilia Romagna che ha raggiunto il livello di 60 unità per mille abitanti.
La raccolta attuale registra 3 milioni di unità sangue e garantisce circa 4 milioni di trasfusioni l’anno. L’equilibrio raggiunto nel 2003 fa sì che l’Italia non importi più sangue dall’estero, ma ora torna concreto il rischio che si debba nuovamente far ricorso alle scorte di altri Paesi europei. Infatti, uno studio del Censis ha previsto che nei prossimi 10-20 anni, l’Italia non riuscirà più a sopperire al proprio fabbisogno interno di sangue, poiché da un lato aumenterà il numero degli anziani che costituiscono l’80% dei beneficiari della terapia trasfusionale, dall’altro vi sarà il calo del 15% dei giovani, la fascia più attive nella donazione. La conseguenza è che nel giro di nove anni il fabbisogno di sangue crescerà del 9%, mentre le donazioni caleranno dell’8,7%.
Nel corso della conferenza, Caligaris ha citato alcuni dati sui donatori. In Italia, le persone che donano maggiormente il proprio sangue sono gli uomini che rappresentano il 75%, mentre le donne coprono una percentuale del 25%. Un dato sconfortante riguarda i più giovani tra i 18 e i 28 anni, che sarebbero solamente il 17% dei donatori. Mentre per quanto riguarda gli extracomunitari la percentuale è pari a circa il 5%. Si tratta soprattutto di persone che arrivano dall’Africa (Ghana, Senegal, Maghreb), ma anche asiatici dello Sri Lanka.
Francesca Squillaci
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