
di Giovanni Alvaro - Potrebbe sembrare incredibile, ma aver vinto con il 72% ed avere una opposizione senza capo né coda, sta determinando lo sfascio del PdL. Si, è proprio così. La situazione che si è determinata è gravissima ed è foriera di sviluppi di cui è difficile comprenderne appieno gli sviluppi futuri anche se è chiaro che continuando sul terreno dei bracci di ferro nulla di positivo potrà determinarsi. Chi pensa che il bacino di voti è così ampio che difficilmente è sperperabile, sbaglia di grosso perché la maggioranza della gente non è legata alle formule ed agli schieramenti, ma al buon governo e a come, questo buon governo, è percepito dall’opinione pubblica. In questo Scopelliti è stato insuperabile conquistando la città e dopo di essa la stessa Regione Calabria. In otto anni il processo di trasformazione della città , la sua metamorfosi reale e mediatica, è andata avanti di pari passo con l’affermazione del ruolo di Scopelliti e della sua squadra.
Anni favolosi, costruiti non puntando a demolire, formalmente, l’immagine del Sindaco che lo aveva preceduto, cioè Italo Falcomatà , ma usati per superarlo concretamente ben conscio che per affermarsi non è necessaria la ‘demolizione’ del predecessore (che è sempre operazione negativa), ma è opportuno tracciare con la propria identità un percorso da realizzare nell’interesse vero della collettività che si intende servire (che è operazione sempre positiva). Ma è proprio questa scelta che ha esaltato e fatto accogliere tra la gente il nuovo Sindaco che era difficile far affermare dopo la gestione Falcomatà e la costruzione mediatica che la sinistra ne aveva fatto.
Chi pensa che i processi di sostituzione, in qualunque branca di attività , siano facili e di immediata affermazione dimostra, purtroppo, di non comprendere quanto sia difficile eguagliare, anche nell’immaginario della gente, i ‘successi’ del predecessore, figurarsi poi il poterlo superare. Più grande è stata una presenza più difficile diventa il poterla far dimenticare (si guardi a Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI). A che serve, quindi, un’azione che appare, aldilà delle intenzioni, come un’operazione anti Scopelliti? A che serve sottoporre a una forte fibrillazione il Partito che ha sostenuto il suo ruolo? Perché attivare meccanismi che rischiano di andare fuori controllo e ‘regalare’ la direzione della città  a chi, come la sinistra, non ha neanche alla lontana le capacità del ‘fare’ e la filosofia della concretezza?
Continuare su questo terreno è estremamente pericoloso. Se ne assumeranno pienamente la responsabilità quanti pensano che l’obiettivo di oggi sia quello di interrompere una continuità amministrativa che, a tutt’oggi, risulta vincente. Sarà il tempo a farci sapere se qualcuno ha filo robusto da tessere e sarà quel filo che lo consacrerà . Forzare i tempi, alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale, è politicamente un gravissimo errore. La sinistra che, oggi, non solo appare ma è insignificante, può trovare l’amalgama, superare la propria debolezza e prendere il volo condannando Reggio e la sua gente ad un periodo che sarà costellato da semplici annunci ma senza alcuna realizzazione.
Reggio non lo merita. Come non lo merita lo schieramento moderato italiano che ha altro da affrontare che le piccole ‘beghe’ paesane. Il PdL e il premier Berlusconi stanno affrontando una delicatissima situazione e non possono essere distratti da vicende sostanzialmente, fuori dalle mura calabre, di poca importanza. Non soltanto un passo indietro, quindi, ma un netto e chiaro smetterla di farsi male. In caso contrario ci vogliono le cesoie.



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