TAVERNA (CZ) – Un'alchimia di idee, intuizioni, insegnamenti e ricerche su un tema affascinante e di grande attualità teologica: l'ateismo e la "morte di Dio". E' questo il filo conduttore, ma anche l'intreccio fecondo, del volume "Un Dio possibile", di Francesco Cosentino, sacerdote, dottore in Teologia fondamentale e assistente nella Pontificia Università Gregoriana di Roma. Il libro sarà presentato lunedì prossimo, 28 dicembre, nel corso di un incontro a Taverna. Nel volume, edito dalla Cittadella editrice di Assisi e inserito nella collana Studi e ricerche, Cosentino introduce il lettore in un argomento di grande fascino partendo da una serie di domande come "in quale Dio non crede l'ateo post-moderno? E' possibile che il suo ateismo abbia origine da un'immagine di Dio negativa e distorta che non nutre la sua immaginazione e le sue speranze più nascoste?". E ancora: "dinanzi ad un simile ateismo è ancora adeguata l'apologetica classica con la sua forte impronta razionale e il ricorso alla prova argomentativa sull'esistenza di Dio?". Per Michael Paul Gallagher, che firma la prefazione, il libro di Cosentino, è "un'eccellente esplorazione del tema dell'immaginazione in teologia. Un testo ben scritto e organizzato - dice Gallagher - aperto al dialogo con diversi autori e che rappresenta un contributo per certi versi 'audace' per il coraggio di proporre, con stile appassionato ed eloquente, una certa nuova immaginazione pastorale e culturale". In questo studio-viaggio l'autore sceglie un accompagnatore d'eccezione, il filosofo tedesco Friederich Nietzsche. "Ciò che ipotizziamo - sostiene Cosentino - è che ci sia una diffusa forma di indifferenza religiosa che oggi si nutre più di preconcetti nati da una distorta immagine di Dio che non di argomentazioni intellettuali contro la fede. Quale Dio è morto? E' l'interrogativo che emerge dalle pagine del volume. Nietzsche, ci sembra, contesta un'immagine di Dio negativa e nemica dell'uomo, lasciando intravedere una certa sete per un divino diverso". "L'ottica in cui abbiamo voluto collocare la nostra possibile risposta teologica all'ateismo - sottolinea l'autore - cerca di sfuggire alle maglie dell'apologetica tradizionale, impregnata di metafisica e spesso attigua al razionalismo, per indicare un altro fronte di riflessione che tenga conto della percezione negativa di Dio da parte di molti nostri contemporanei: la cura dell' immaginazione e la guarigione dall'immagine di Dio". Anche così Cosentino, nel suo volume, spiega la scelta di Nietzsche "soprattutto - argomenta - perché da più parti si é concordi nel fare risalire a lui e al suo pensiero l'avvento di una nuova epoca culturale, l'intreccio tra epoca post moderna e contesto culturale segnato da una certa assenza e 'morte di Dio'. Ma Nietzsche ci ha offerto anche la possibilità di scrutare una contestazione del cristianesimo che rappresenta un punto di rottura rispetto all'ateismo classico, un ateismo sgorgato più sul piano dell'esistenza e dell'istinto che non su quello della ragione con le sue argomentazioni".

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