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Università nel territorio: Spring school in local development

ReggioCalabria News - Cultura Reggio Calabria
Scritto da Università Mediterranea della Calabria   
Giovedì 27 Maggio 2010 11:23





Con la presentazione dei risultati nella piazza del Municipio di Africo, si è conclusa la quarta edizione dello stage residenziale “Università nel territorio” organizzato dal Laborest del Dipartimento PAU dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria con la collaborazione del Parco Nazionale dell’Aspromonte e dell’Associazione “I Chora” di Bova, stage residenziale che nella sua quarta edizione è stato presentato come “Spring school in local development”, un progetto formativo che ha puntato a trasferire metodologie di ricerca e conoscenze nell’ambito delle attività didattico-formative del Corso di Valutazione Economica di Piani e Progetti del prof. Edoardo Mollica inserito al secondo anno del Corso di Laurea Specialistica in Conservazione, Restauro e Valorizzazione dei Beni Architettonici e Ambientali. 
La “Spring School”, diretta dal prof. Mollica e coordinata dall’arch. Maurizio Malaspina, si è confermata nel suo svolgimento “modello efficace di trasferimento di conoscenze e metodologie di progettazione dei processi di sviluppo locale”, in quanto “scuola territoriale” alimentata dal territorio nella determinazione del quadro informativo e conoscitivo alla base del “momento” didattico, con numerose occasioni di confronto con la comunità di Africo funzionali a tracciare la mappa culturale identitaria del territorio.
Sotto tale aspetto uno dei momenti più significativi dell’esperienza formativa è stato il Forum “Per un progetto condiviso di valorizzazione di Africo Antico”, tenutosi mercoledì 19 maggio nella piazza del borgo abbandonato riportata per l’occasione agli antichi splendori da un intenso lavoro di volontari e operai AFOR. Al Forum hanno preso, oltre gli studenti della Spring School e i membri del Comitato “Aposcipo” che sta operando per la valorizzazione di Africo Antico, anche i relatori che nella mattinata avevano preso parte alle attività di approfondimento programmate presso la porta del Parco di Bova. Straordinaria in tal senso è stata la presenza ad Africo Antico del Prof. Luigi Lombardi Satriani, tra i più importanti antropologi del panorama accademico nazionale, della Prof.ssa Irmela Spelsberg, dell’Università Europea di Viadrina e membro dell’ICOMOS Germania, del prof. Prof. Andrzej Tomaszewski, membro dell’ICOMOS POLONIA. La natura, la memoria, il paesaggio culturale, l’identità, sono stati i temi al centro di un confronto che si è protratto fino a tarda serata e che ha permesso agli studenti, parte attiva del confronto, di testare l’importanza della consapevolezza nei processi di valorizzazione delle risorse territoriali. “Liberare dai rovi la memoria” è stata la missione condivisa emersa come processo di sintesi dal forum, che in tal senso ha rappresentato uno strumento efficace per l’abbattimento delle naturali barriere all’accesso dell’autentica identità locale.
Nella giornata di giovedì 20 maggio si sono aperte le “Attività laboratoriali per la definizione di proposte condivise per Africo Antico”, attività strutturate in 5 laboratori articolati in altrettanti ambiti tematici, ovvero: Cultura immateriale e identità (Laboratorio identità), Marketing e territorio (PromoLab), Contesto ambientale e paesaggistico (Lab. Fruizione e ambiente), Le nuove funzioni - il riuso compatibile (Lab. Rifunzione), Strumenti di partecipazione e governance (Lab. Governance), Soluzioni compatibili e innovative per l’intervento conservativo (Lab. Cantiere).
Nel pomeriggio si è invece tenuto il secondo ciclo di Approfondimenti e testimonianze con esperti. che hanno visto intervenire il Prof. Andrzej Tomaszewski, ICOMOS POLONIA, il Prof. Maurizio Di Stefano, Università Mediterranea di Reggio Calabria, ICOMOS ITALIA, il Prof. Roberto Banchini, Soprintendente Beni Architettonici e Ambientali di Reggio C. e Vibo V.
A seguire si è tenuta l’importante riunione del comitato tecnico-scientifico per la individuazione di siti meritevoli di segnalazione per la lista del patrimonio umanità dell’UNESCO, presieduto dal Prof. Edoardo Mollica, al quale è intervenuto tra gli altri l’Assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri, che ha raccolto la proposta di avviare un lavoro di ricognizione per la valutazione di siti da proporre per la candidatura UNESCO in Calabria e per “costruire una rete funzionale alla promozione, all’interno ed all’esterno della Calabria, dell’enorme patrimonio del quale si dispone, nei suoi diversi territori”. Ciò per arrivare finalmente in Calabria al riconoscimento per il primo sito UNESCO.
Le giornate di venerdì 21 maggio e di sabato 22 maggio, sono state funzionali all’elaborazione della proposta integrata in ambito laboratoriale, con la giornata di sabato che ha visto gli ultimi due incontri di approfondimento con il Prof. Giulio Mondini, del Politecnico di Torino e della Dott.ssa Giuseppina Volucello della Presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno relazionato ai partecipanti rispettivamente sul piano di gestione e sull’importanza del cultural planning nei processi di sviluppo locale.
Infine la giornata conclusiva di domenica 23 maggio, tenutasi ad Africo, quando i partecipanti alla Spring school hanno presentato il risultato delle attività di laboratorio, lanciando le linee generali di proposta per la valorizzazione del sito di Africo Antico. L’asse portante della proposta, estremamente articolata sulla base dell’esigenza di intercettare i bisogni trasversali legati alla sostenibilità ambientale, alla rifunzionalizzazione compatibile, alla fruibilità del sito, al sistema di governance, all’organizzazione di cantiere degli interventi, alla valorizzazione dei caratteri identitari intangibili del territorio, ha previsto la creazione del Centro studi “Zanotti Bianco” sulla cultura identitaria dell’Aspromonte, una struttura del Parco che operi per la conoscenza, la diffusione e la valorizzazione della cultura immateriale dell’Aspromonte. Nell’ambito del progetto  strategico “Centro studi Zanotti Bianco del Parco”, Africo dovrebbe svolgere la funzione di “Borgo di esperienza” per quanto riguarda la sezione “Cognizioni e prassi relative alla natura e alla biodiversità dell’Aspromonte” (“Africo Antico, Borgo d’esperienza sulle cognizioni e prassi della natura e della biodiversità dell’Aspromonte”), con il borgo d’esperienza inteso come un luogo del territorio del Parco che per caratteristiche e specificità identitarie si configura come centro pilota per la sperimentazione e la diffusione di dinamiche valorizzanti del patrimonio culturale immateriale.
Lo studio elaborato nell’ambito della Spring School ha destato particolare interesse nella comunità di Africo, nell’Amministrazione comunale di Africo e nel Parco, con il Presidente Leo Autelitano che ha concluso la serata esaltando il valore aggiunto che la territorializzazione della formazione accademica e della ricerca scientifica, proposta con successo in questi anni dal modello “Università nel territorio” del Laborest diretto dal Prof. Edoardo Mollica,  possono giocare nei processi di sviluppo locale, trovando una progettualità di sbocco efficace e funzionale ai reali bisogni del territorio.






Con la presentazione dei risultati nella piazza del Municipio di Africo, si è conclusa la quarta edizione dello stage residenziale “Università nel territorio” organizzato dal Laborest del Dipartimento PAU dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria con la collaborazione del Parco Nazionale dell’Aspromonte e dell’Associazione “I Chora” di Bova, stage residenziale che nella sua quarta edizione è stato presentato come “Spring school in local development”, un progetto formativo che ha puntato a trasferire metodologie di ricerca e conoscenze nell’ambito delle attività didattico-formative del Corso di Valutazione Economica di Piani e Progetti del prof. Edoardo Mollica inserito al secondo anno del Corso di Laurea Specialistica in Conservazione, Restauro e Valorizzazione dei Beni Architettonici e Ambientali. 
La “Spring School”, diretta dal prof. Mollica e coordinata dall’arch. Maurizio Malaspina, si è confermata nel suo svolgimento “modello efficace di trasferimento di conoscenze e metodologie di progettazione dei processi di sviluppo locale”, in quanto “scuola territoriale” alimentata dal territorio nella determinazione del quadro informativo e conoscitivo alla base del “momento” didattico, con numerose occasioni di confronto con la comunità di Africo funzionali a tracciare la mappa culturale identitaria del territorio.
Sotto tale aspetto uno dei momenti più significativi dell’esperienza formativa è stato il Forum “Per un progetto condiviso di valorizzazione di Africo Antico”, tenutosi mercoledì 19 maggio nella piazza del borgo abbandonato riportata per l’occasione agli antichi splendori da un intenso lavoro di volontari e operai AFOR. Al Forum hanno preso, oltre gli studenti della Spring School e i membri del Comitato “Aposcipo” che sta operando per la valorizzazione di Africo Antico, anche i relatori che nella mattinata avevano preso parte alle attività di approfondimento programmate presso la porta del Parco di Bova. Straordinaria in tal senso è stata la presenza ad Africo Antico del Prof. Luigi Lombardi Satriani, tra i più importanti antropologi del panorama accademico nazionale, della Prof.ssa Irmela Spelsberg, dell’Università Europea di Viadrina e membro dell’ICOMOS Germania, del prof. Prof. Andrzej Tomaszewski, membro dell’ICOMOS POLONIA. La natura, la memoria, il paesaggio culturale, l’identità, sono stati i temi al centro di un confronto che si è protratto fino a tarda serata e che ha permesso agli studenti, parte attiva del confronto, di testare l’importanza della consapevolezza nei processi di valorizzazione delle risorse territoriali. “Liberare dai rovi la memoria” è stata la missione condivisa emersa come processo di sintesi dal forum, che in tal senso ha rappresentato uno strumento efficace per l’abbattimento delle naturali barriere all’accesso dell’autentica identità locale.
Nella giornata di giovedì 20 maggio si sono aperte le “Attività laboratoriali per la definizione di proposte condivise per Africo Antico”, attività strutturate in 5 laboratori articolati in altrettanti ambiti tematici, ovvero: Cultura immateriale e identità (Laboratorio identità), Marketing e territorio (PromoLab), Contesto ambientale e paesaggistico (Lab. Fruizione e ambiente), Le nuove funzioni - il riuso compatibile (Lab. Rifunzione), Strumenti di partecipazione e governance (Lab. Governance), Soluzioni compatibili e innovative per l’intervento conservativo (Lab. Cantiere).
Nel pomeriggio si è invece tenuto il secondo ciclo di Approfondimenti e testimonianze con esperti. che hanno visto intervenire il Prof. Andrzej Tomaszewski, ICOMOS POLONIA, il Prof. Maurizio Di Stefano, Università Mediterranea di Reggio Calabria, ICOMOS ITALIA, il Prof. Roberto Banchini, Soprintendente Beni Architettonici e Ambientali di Reggio C. e Vibo V.
A seguire si è tenuta l’importante riunione del comitato tecnico-scientifico per la individuazione di siti meritevoli di segnalazione per la lista del patrimonio umanità dell’UNESCO, presieduto dal Prof. Edoardo Mollica, al quale è intervenuto tra gli altri l’Assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri, che ha raccolto la proposta di avviare un lavoro di ricognizione per la valutazione di siti da proporre per la candidatura UNESCO in Calabria e per “costruire una rete funzionale alla promozione, all’interno ed all’esterno della Calabria, dell’enorme patrimonio del quale si dispone, nei suoi diversi territori”. Ciò per arrivare finalmente in Calabria al riconoscimento per il primo sito UNESCO.
Le giornate di venerdì 21 maggio e di sabato 22 maggio, sono state funzionali all’elaborazione della proposta integrata in ambito laboratoriale, con la giornata di sabato che ha visto gli ultimi due incontri di approfondimento con il Prof. Giulio Mondini, del Politecnico di Torino e della Dott.ssa Giuseppina Volucello della Presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno relazionato ai partecipanti rispettivamente sul piano di gestione e sull’importanza del cultural planning nei processi di sviluppo locale.
Infine la giornata conclusiva di domenica 23 maggio, tenutasi ad Africo, quando i partecipanti alla Spring school hanno presentato il risultato delle attività di laboratorio, lanciando le linee generali di proposta per la valorizzazione del sito di Africo Antico. L’asse portante della proposta, estremamente articolata sulla base dell’esigenza di intercettare i bisogni trasversali legati alla sostenibilità ambientale, alla rifunzionalizzazione compatibile, alla fruibilità del sito, al sistema di governance, all’organizzazione di cantiere degli interventi, alla valorizzazione dei caratteri identitari intangibili del territorio, ha previsto la creazione del Centro studi “Zanotti Bianco” sulla cultura identitaria dell’Aspromonte, una struttura del Parco che operi per la conoscenza, la diffusione e la valorizzazione della cultura immateriale dell’Aspromonte. Nell’ambito del progetto  strategico “Centro studi Zanotti Bianco del Parco”, Africo dovrebbe svolgere la funzione di “Borgo di esperienza” per quanto riguarda la sezione “Cognizioni e prassi relative alla natura e alla biodiversità dell’Aspromonte” (“Africo Antico, Borgo d’esperienza sulle cognizioni e prassi della natura e della biodiversità dell’Aspromonte”), con il borgo d’esperienza inteso come un luogo del territorio del Parco che per caratteristiche e specificità identitarie si configura come centro pilota per la sperimentazione e la diffusione di dinamiche valorizzanti del patrimonio culturale immateriale.
Lo studio elaborato nell’ambito della Spring School ha destato particolare interesse nella comunità di Africo, nell’Amministrazione comunale di Africo e nel Parco, con il Presidente Leo Autelitano che ha concluso la serata esaltando il valore aggiunto che la territorializzazione della formazione accademica e della ricerca scientifica, proposta con successo in questi anni dal modello “Università nel territorio” del Laborest diretto dal Prof. Edoardo Mollica,  possono giocare nei processi di sviluppo locale, trovando una progettualità di sbocco efficace e funzionale ai reali bisogni del territorio.

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