VIBO VALENTIA - Riunione a Vibo Valentia ieri dei Promotori della libertà , su iniziativa di Cesella Gelanzè. Una mossa concreta che anziché “risolvere” il dualismo Fini-Berlusconi con il classico gioco di parole, come sta avvenendo in questi giorni a livello provinciale, ha ritenuto intraprendere una iniziativa diretta aprendo un dibattito con i sostenitori del Pdl per spiegare ciò che in questo momento sta attraversando il partito. “L’'attacco continuo di cui l’'azione di governo è stata bersaglio, non ha nulla a che vedere in verità col diritto di critica che nel nostro movimento non è mai venuto a mancare, molto invece con i metodi peggiori della prima repubblica”. Concetti, questi, spesso rilanciati da Berlusconi e che Cesella Gelanzè di fronte ai sostenitori del movimento ha voluto ribadire per dare sostegno al presidente del Consiglio e all’azione di Governo. Salvatore Vetrò ha proposto dei percorsi distensivi nei confronti delle altre anime del Pdl, proponendo un “incontro chiarificatore, perché – ha detto – la politica è dialettica, confronto”. E se da parte dei Promori della libertà è stato assunto l’impegno di intraprendere azioni a sostegno del Pdl e del capo del Governo, sul fronte opposto le stoccate non si fermano. Ciro Congestrì, esponente del Pdl che è sceso in campo al fianco di Maria Limardo ha dichiarato che “leggere certe dichiarazioni perentorie, orgogliose, vibrate, decise e convinte è quanto di più surreale potesse accadere in questi periodi di solleone. Sulla scia di quanto si sta consumando in ambito nazionale, anche a livello locale i ras di periferia si vestono d'’autorità e si mostrano più realisti del re. E così quando ancora la spaccatura tra berlusconiani e finiani si limita alla costituzione dei gruppi parlamentari non intaccando né la struttura di governo, né il partito, ecco che i “berluschini” locali, precursori del loro incontrastato leader, accelerano lanciando ultimatum preventivi a quanti, senza avere ancora assunto decisioni ufficiali, hanno “appena osato” adombrare l'’ipotesi che anche in città potesse esserci una pattuglia di persone che intendono tornare alla politica attiva condividendo la decisione del presidente della Camera”. Un dato che rafforza il clima di rottura imminente nel centrodestra locale con innegabili ripercussioni anche sulla tenuta dell’'amministrazione targata Nicola D’Agostino.

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