REGGIO CALABRIA - Dal gruppo Volontari d'Aspromonte, riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera inviata al presidente dell'Ente Parco d'Aspromonte ed a vari sindaci ed amministratori:
"Stimati Signori,
la nostra associazione di volontariato di protezione civile, che da anni opera sul territorio impervio e complicato del comune di Canolo, ha ritenuto doveroso e moralmente imperativo farsi portavoce presso ognuno di voi delle istanze che dalla rete web si elevano con potenza e decisione.
Negli ultimi mesi difatti è sorto, sul social network più cliccato della rete, un gruppo denominato “Quelli che vogliono ripetitore e adsl a Canolo Nuovo”. È attualmente composto da oltre 160 iscritti, ma le adesioni continuano ancora oggi. Tutti insieme, chiedono di porre fine a questo isolamento tecnologico che attanaglia la nostra comunità.
Questo il link del gruppo: http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=122962391076839&ref=ts
Parallelamente è stata creata una petizione on line, che ha lo stesso scopo e lo stesso obiettivo: insieme chiedono a voi tutti di adoperarvi per porre fine a questa condizione di isolamento. Che diventa insopportabile e offensiva della dignità umana, ogni qualvolta e sempre più spesso, un temporale o un piccolo fulmine, fanno saltare anche la normale linea telefonica. Si riporta qui di seguito il testo della petizione, sottoscritto al momento da 164 persone. Ognuno di voi può controllare l’evoluzione delle adesioni sul sito: http://www.petizionionline.it/firme/vogliamo-adsl-e-ripetitore-a-canolo-nuovo/1743/2
f.to Giuseppe Trimarchi
Presidente Volontari d’Aspromonte
“È una situazione ormai non più tollerabile e giustificabile. È una condizione terzomondista che continua a creare sempre maggiori disagi. Lavorativi e sociali. Di sicurezza e di soccorso.
La colpevole assenza della linea adsl e di un ripetitore per telefonia mobile a Canolo Nuovo è una mancanza di gravità inaudita: il piccolo centro aspromontano si trova a circa 1000 metri di altezza; le strade assomigliano ad un campo minato, i servizi sono in continuo smembramento. L’emigrazione giovanile è un’emorragia inarrestabile che indebolisce la già cadente struttura sociale di questo lembo di terra.
Le poche persone che ci rimangono spesso si sentono abbandonate e figli di un dio minore. Ma nonostante tutto continuano a restare e a resistere. Continuano a popolare la montagna e a mantenere viva una dimensione sociale sempre più rara. Sono attaccati alla propria terra. E per questa grave “colpa” sembrano condannati all’iniquità sociale e all’abbandono istituzionale.
Tra le altre carenze e deficienze strutturali, si riscontra difatti una connessione al web obsoleta e instabile, che con frequenza si interrompe. E che fagocita per ore l’utenza telefonica, costringendo all’isolamento assoluto un’abitazione e la relativa famiglia.
Proprio così: perché oltre all’Adsl a Canolo Nuovo manca anche un qualsiasi tipo di ripetitore che consenta l’utilizzo di telefoni cellulari. Per cui, se ci si collega alla rete non è più possibile utilizzare il telefono, né fisso né mobile, e viceversa.
I ragazzi per poter telefonare devono prendere la macchina e fare chilometri per trovare un punto in altura dove captare un minimo di segnale. Chi ha il computer portatile a volte se lo porta dietro e riesce a collegarsi per qualche minuto utilizzando una chiavetta internet che funziona tramite antenna telefonica.
Sembrano scene surreali e assistervi lascia in bocca un sapore agrodolce. Fa sorridere, ma innesca anche sensazioni di rabbia e frustrazione. Perché ci si ritrova a vivere una condizione mentale di disagio e di turbamento. Di ulteriori e colpevoli isolamenti. Di aggiuntive privazioni ormai non più giustificabili. Di incuria verso l’incolumità di chi vive in montagna: perché forse non ci si rende bene conto dei rischi che racchiudono le impervie alture montane e i problemi di sicurezza che possono sorgere dal mancato utilizzo di un telefono cellulare in posti isolati e difficilmente raggiungibili.
Questa petizione, verrà presentata e sottoposta con rumorosa forza all’Amministrazione Comunale di Canolo, all’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte, alla Provincia di Reggio Calabria, alla Sopraintendenza , alla Regione Calabria, alla Telecom e a tutte le compagnie di telefonia mobile. A tutti chiediamo di adoperarsi per eliminare questo degrado tecnologico e comunicativo. A loro chiediamo risposte concrete e immediate. E a loro ribadiamo che siamo contro tutte quelle strumentali forme di ambientalismo sostenute da pochissimi cittadini o da burocrati insensibili che non accettano un ripetitore ma che ipocritamente possiedono due cellulari a testa e hanno la casa piena zeppa di apparecchi e strumenti che emanano molte più onde elettromagnetiche di una semplice antenna telefonica”.

Twitter
Digg
Del.icio.us
Reddit
TechNotizie
Tuttoblog
Fai
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo